Codice di deontologia medica

Il nuovo codice di deontologia medica della Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo) è del maggio 2014. Il codice detta le regole di comportamento dell’attività degli iscritti, medici chirurghi ed odontoiatri. Tra i vari punti che il nuovo codice di deontologia medica tratta, vi è la questione della visita gratuita che i medici pubblicizzano sui siti web. Tra le branche mediche più esposte alla pubblicità sanitaria e quindi all’offerta della visita gratuita, vi è la medicina e chirurgia estetica. Questa offerta di visita gratuita e delle promozioni commerciali che riguardano l’attività medica sono messe in discussione oltre che dalle regole fissate dalla Fnomceo, anche da una recente sentenza del Consiglio di Stato inerente la materia della pubblicità sanitaria.

La vicenda risale al 2006 e riguarda un articolo contenuto nel vecchio codice deontologico dei medici chirurghi ed odontoiatri che vietava ai medici e odontoiatri l’utilizzo della pubblicità sanitaria commerciale. Nel 2014 l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AgCom) sulla base della direttiva Europea sulla concorrenza, aveva inflitto un’ammenda di € 800.000,00 alla Fnomceo la violazione del diritto Europeo in quanto il codice di deontologia limitava la pubblicità sanitaria. La Fnomceo presentava ricorso al TAR contro la decisione dell’Agcom, ma questo veniva rigettato seppur con la riduzione della multa a € 400.000,00. In conseguenza di ciò, la Fnomceo presentava ricorso al Consiglio di Stato che nel 2015 annullava le decisioni dell’AgCom, confermando quindi il divieto dei medici e dentisti a realizzare promozioni commerciali, tra cui l’offerta della visita gratuita in medicina e chirurgia estetica.

Il nuovo codice di deontologia medica della Fnomceo del maggio 2014 riprendeva il problema della pubblicità sanitaria ed affronta specificatamente la questione della visita gratuita in medicina e chirurgia estetica all’ Art. 54, sostenendo che il medico può effettuare visite e prestare gratuitamente la sua opera, purchè tale comportamento non rivesta una connotazione esclusivamente commerciale, non costituisca concorrenza sleale o sia finalizzato a indebito accaparramento di clientela. Di fatto questo articolo vieta non solo l’offerta della visita gratuita in medicina e chirurgia estetica da parte dei medici, ma anche indirettamente la consulenza gratuita che gli stessi medici offrono a società di capitale (con una connotazione esclusivamente commerciale che erogano servizi per la medicina e chirurgia estetica) che a loro volta offrono la visita gratuita per acquisire nuovi clienti.

Concludendo ad oggi i medici che erogano prestazioni di medicina e chirurgia estetica secondo il nuovo codice di deontologia medica, non possono offrire visite gratuite in quanto questo comportamento si connoterebbe a carattere esclusivamente commerciale e quindi costituirebbe una concorrenza sleale finalizzata ad un indebito accaparramento di clientela.

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